Recensione:"Fuoco pallido"
Fuoco pallido “Fuoco pallido” di Vladimir Nabokov, edito Gli Adelphi è un romanzo strutturato in 999 versi divisi in quattro canti: definito come l’opera perfetta dello stesso autore. Una sfida continua, come un continuo rincorrersi tra due sfidanti, una partita a scacchi, un conflitto tra forze opposte, in cui ogni elemento della scacchiera rappresenta uno stato dell’universo, rifacendosi proprio all’elemento costitutivo della scacchiera che rappresenta un mandala. Tutto si basa sulla logica, intuizione, trasformazione, in relazione con ciò che è in opposizione come male e bene: Yin Yang. Il simbolo dello yin yang è rappresentato dal bianco e nero, dove i due colori si contrastano e quasi si fondono, delimitati da una sottilissima e impercettibile linea di confine; parti opposte quasi necessarie che tendono al completamento l’una dell’altra in un’interazione equilibrata tra i due estremi. “La Vita Eterna basata su un refuso! Rimuginavo guidando verso casa: capire l’antifona, smettere...