Recensione: L 'eredità di Guy de Maupassant
L’eredità di Guy de Maupassant L’eredità di Guy de Maupassant, edito Carbonio Editore, traduzione a cura di Bruno Nacci, apre il sipario ad un immaginario palco in cui si susseguono eventi ben descritti e orditi , in un contesto che apre introspezioni psicologiche e sociali adattabili a ogni epoca e a ogni tipo di ceto sociale, in un ironico e grottesco turbinio emotivo che esplicita avidità, corruzione, menzogna, creando così un effetto matrioska che contraddistingue i personaggi legati tra loro da una molteplicità di eventi che si sviscerano nella Belle É poque di Parigi, quasi come balzando da un tetto all’altro della città. “Non erano ancora le dieci, ma gli impiegati arrivavano a frotte sotto il grande portone del Ministero della marina, si affrettavano da ogni angolo di Parigi, perché si avvicinava Capodanno, periodo di zelo e promozioni. Un rumore di passi concitati echeggiava nel grande palazzo tortuoso come un labirinto, solcato da inestricabili corridoi su cui si apriva...