Recensione:La casa del mago
Il luogo teatrale scelto per questa narrazione è la casa del mago, una rappresentazione che si identifica con un percorso introspettivo attraverso un viaggio nel tempo, alla ricerca di ricordi che rappresentano i pezzi mancanti di un puzzle necessari a ricostruire l’identità personale di un padre e restituirgli una verità mancata dalla superficialità pertinente per lo più ai figli, che proprio avvolti dal ruolo di figli, non hanno l’adeguata ricercatezza di scoprire e andare oltre ciò che è l’immagine genitoriale più consona alle proprie giustificazioni, proprio perché presi da sé e dalle proprie esigenze egoistiche. Essere attori protagonisti e antagonisti di una rappresentazione che è la vita, dove il mondo interiore si rivela come reazione alle provocazioni del mondo esterno. Attori alle prime armi che per riappropriarsi di sé simulano “la camera dell’infanzia”, antico tema di improvvisazione, dove ciò che conta non è il ricordo in sé, ma la stessa dinamica del ricordo. Emanuele Tre...